Io è arrivata su Netflix, film fantascientifico dal successo assicurato

Io è arrivata su Netflix

Io è arrivata su Netflix, film fantascientifico dal successo assicurato

Il 2019 di Netflix è partito subito in quarta, con tutta una serie di nuovi film originali. Tra questi, ce n’è uno che, a pochi giorni dall’uscita (18 gennaio) sembra già dividere. È il solito sci-fi in cui gli esseri umani sono tutti brutti, sporchi e cattivi tranne uno? Oppure è uno spiraglio di luce in un genere che, seppure giovane, inizia già a perdere colpi? Parliamo di Io.

Io: la trama

Vediamo un futuro più o meno lontano in cui l’aria terrestre è diventata tossica e di conseguenza il pianeta è stato abbandonato. Per Marte? No, per Io, una delle lune di Giove. Sam Walden è una dei pochissimi esseri umani rimasti. È decisa a trovare un modo per salvare il pianeta, e, a tale scopo, vive ad alta quota, dove l’aria è ancora respirabile, allevando api. Periodicamente, Sam lascia messaggi via radio, aspettando che qualcuno risponda. E un giorno succede: arriva Micah.

Micah decide di portare Sam con sé all’ultimo shuttle disponibile per lasciare la Terra. Di qui comincia l’avventura dei due protagonisti, i quali troveranno modo di avvicinarsi, pur nella disperata ricerca non soltanto di un modo per raggiungere lo shuttle, ma anche di un modo per “guarire” la Terra.

Io: prevedibile eppure innovativo

Due protagonisti, una situazione disperata, una soluzione che sembra impossibile da raggiungere. Sembra la trama base di un qualunque film sci-fi. L’atmosfera e il fatto che Sam sia così determinata a trovare una cura, pur essendo rimasta sola, ricorda da un lato Io Sono Leggenda, i tratti cupi ricordano un po’ La Strada, di Cormac McCarthy. Sa di già visto, vero? Eppure, c’è quel non so che …

Il fattore innovativo è la dolcezza, la raffinatezza e l’eleganza delle relazioni umane, qui espresse e messe a nudo nel modo più naturale possibile. Da uno sci-fi distopico ci si aspetterebbero un sacco di esplosioni, il dramma del, sopravviveremo? Certo non la delicatezza del racconto di una solitudine in noi innata e che pure, suo malgrado, riesce a trovare la sua compagna.

In Io, il regista riesce a unire così perfettamente la freddezza del distopico col calore dell’eterna ricerca dell’altra metà del cielo, che il successo non può che essere assicurato.

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